Ultimo aggiornamento: 21/05/2025 10:31

La sedia a dondolo cigola sempre nello stesso punto. Lo senti anche tu quel suono? Quel piccolo scricchiolio che accompagna i pomeriggi vuoti, quando i nipoti sono tornati a casa e tu rimani lì, con le mani che cercano qualcosa da sistemare, da aggiustare, da riempire. Ma cosa rimane davvero da riempire, quando il ruolo di nonna dovrebbe venirti naturale come respirare? Eppure a volte trattieni il fiato. Ti chiedi se stai facendo abbastanza, se sei abbastanza. Se quella strana sensazione di essere fuori posto nel tuo stesso salotto sia normale. Non è il dubbio di una giovane madre alle prime armi. È qualcosa di più sottile, più tagliente. Come se tra te e quell'appellativo così importante - nonna - si fosse insinuata una crepa che nessun biscotto fatto in casa può rattoppare. L'ombra delle aspettative che non hai scelto Ricordi la prima volta che ti hanno chiamato così? Quell'istante in cui qualcuno - forse tuo figlio, forse un estraneo al supermercato - ha associato il tuo viso all'archetipo della nonna perfetta. Quella dei racconti, delle ricette segrete, delle infinite pazienze. Le tue ginocchia hanno tremato appena. Ma non per l'emozione. Perché sapevi, in quel millisecondo, che mai avresti potuto essere la copia carbone di quella donna immaginaria. Quella che tutti sembrano aspettarsi quando pronunciano la parola "nonna" con quel tono carico di nostalgia. La verità? Nessuno ti ha mai insegnato a essere nonna. Non c'è un manuale per questo, solo voci sussurrate che ti dicono come dovresti sentirti, come dovresti agire, persino come dovresti sorridere. E così, in silenzio, accumuli domande senza risposta:
  • Quanto spazio posso prendere nella loro vita senza essere di intralcio?
  • Posso davvero insegnare qualcosa a questi bambini che sembrano nati sapendo usare la tecnologia meglio di me?
  • È giusto che io abbia ancora così tanti dubbi, dopo una vita intera vissuta?
Mia madre diceva sempre: "Diventare nonna è come ricevere un vestito di seta bellissimo che però non sai mai come indossare senza rovinarlo".
I ricordi che diventano macigni A volte ciò che pesa di più non è il presente, ma il passato che torna a galla. Quella fotografia di tua nonna che tenevi appesa in camera da letto - così sicura di sé, così radicata nel suo ruolo - ora ti guarda con aria quasi di rimprovero. E mentre osservi i tuoi nipoti, un pensiero affiora: "Io non sono così". Non hai quelle mani nodose che sembravano capaci di aggiustare ogni cosa, non hai quella calma imperturbabile, non hai quella convinzione granitica di sapere sempre cosa era giusto fare. Forse è proprio questo il punto: stai cercando di vivere all'ombra di un modello che non ti appartiene. Quella donna nella foto aveva un mondo diverso, regole chiare, certezze che oggi sembrano svanite nel nulla. E tu, in questo caos moderno, ti ritrovi a navigare senza bussola. La vertigine di sentirsi fuori luogo nella propria vita C'è un paradosso crudele nell'essere nonna oggi. Più accumuli anni alle spalle, più dovresti avere risposte pronte. Ma più il mondo cambia sotto i tuoi piedi, meno quelle risposte sembrano adatte al presente. Guardi i tuoi nipoti e riconosci il riflesso di tuo figlio da piccolo, ma anche qualcos'altro. Un modo di parlare, di muoversi, di relazionarsi che ti è estraneo. E allora pensi:
"Non sono la nonna di cui hanno bisogno".
Non perché tu non voglia esserlo, ma perché forse hai paura di non riuscire a capirli abbastanza. E questa paura si insinua come l'inverno tra le fessure delle finestre vecchie. Quello che forse non sai è che ogni generazione di nonne ha avuto questa stessa vertigine. Mia nonna la chiamava "la paura di diventare polvere mentre sei ancora viva".
Allora Ora
Ruoli sociali ben definiti Confini sempre più fluidi
Sapere trasmesso verticalmente Apprendimento reciproco
Cerimonie di passaggio chiare Transizioni silenziose
Quando anche l'amore può spaventare Ti riconosci in questo? Il cuore che esplode di gioia quando quel piccolo essere ti corri incontro, seguito subito dopo dalla gola stretta per la paura di fare qualcosa di sbagliato. Ti ritrovi a controllare ogni gesto:
  • L'abbraccio è troppo stretto?
  • Il rimprovero è giustificato o sono solo io che sono fuori dal giro?
  • Posso permettermi di viziarlo anche se i genitori la pensano diversamente?
È strano come proprio l'amore più puro possa diventare fonte di dubbi. Perché quando tieni tra le braccia quel piccolo miracolo, sai che merita solo il meglio. Ma il "meglio" oggi sembra così complicato da definire. Ecco l'ironia: i tuoi stessi figli, che un tempo hai cresciuto con istinto e qualche errore, ora ti osservano mentre interagisci con i loro bambini e - a volte - ti senti giudicata. Come se tutte quelle notti insonni, quei sacrifici, quell'amore incondizionato non ti avessero insegnato abbastanza.

Dove finiscono i tuoi confini e iniziano i loro? A volte il peso più grande non è sentirsi inadeguati, è non sapere più dove si trovi il proprio posto. Quando eri madre, i confini erano chiari: c'erano regole, compiti, orari da rispettare. Ma ora? Ora tuo figlio è adulto e prende decisioni che non condividi, mentre i tuoi nipoti hanno bisogni che non sai nemmeno interpretare. E tu resti in bilico tra:
  • Il desiderio di dare tutto
  • La paura di invadere spazi non tuoi
  • La stanchezza di dover imparare ancora, sempre
Non è strano? Passiamo la vita a credere che con l'età arrivi la sicurezza, e invece proprio quando tutti si aspettano che tu sia una roccia, ti senti più fragile che mai. Il rumore delle cose non dette Le discussioni più dolorose sono quelle che non avvengono mai. Quelle che tieni chiuse in gola mentre tuo figlio educa i tuoi nipoti in modo diverso da come hai fatto tu. Non parli nemmeno con le amiche, perché che dire? Che a 60 anni ti senti persa come un'adolescente? Che vorresti chiedere scusa preventivamente per tutti gli errori che commetterai in questo nuovo ruolo che non hai scelto? E così l'inadeguatezza cresce in silenzio, alimentata da:
  • Gli sguardi di disapprovazione quando sgarri dalle "regole" moderne
  • Le battute involontarie sui "bei tempi andati"
  • La sensazione di essere contemporaneamente troppo presente e mai abbastanza
Ma il silenzio più straziante è quello che crei tu, quando ti neghi persino il diritto di sentirti così. Perché "dovresti essere felice", no? Hai una famiglia, dei nipoti sani, cos'altro vuoi?
Una lettrice mi ha scritto: "A volte mi guardo allo specchio e non riconosco più né la ragazza che ero né la nonna che dovrei essere. Sono un fantasma in attesa di un ruolo che non so interpretare".
Il confronto che ti consuma Facebook, Instagram, le chiacchiere al mercato - ovunque ti giri, c'è qualcuno che sembra aver capito il segreto per essere la nonna perfetta. Quella con la casa sempre in ordine, i biscotti sempre pronti, la pazienza infinita. E tu? Tu conti i minuti antes que los niños hagan berrinches que no sabes manejar, repiensas cuando alzaste la voz y te sientes culpable, revives cada pequeño fracaso como si fuera una mancha imborrable. La cruda verdad que nadie dice: esas abuelas perfectas que ves por ahí muy probablemente están librando las mismas batallas. Solo que, como tú, no lo dicen. Por miedo, por orgullo, porque "ya deberíamos saber cómo se hace". Las estaciones que ya no regresan Los niños de hoy viven en una realidad que a veces te cuesta reconocer. Tabletas en lugar de libros de cuentos, aplicaciones educativas en lugar de juegos al aire libre, padres que siguen filosofías educativas que suenan como un idioma extranjero. Y tú, en medio de todo esto, a menudo te sientes como una vista previa fuera de lugar. Como si tu equipaje de experiencias se hubiera vuelto obsoleto de repente. Y sin embargo, en esos raros momentos en que logras alejarte de las dudas, ocurre algo mágico: descubres que quizás no necesitas entenderlo todo. Que tal vez tus nietos no necesitan una abuela perfectamente alineada con los tiempos modernos, sino simplemente a ti. Con tus imperfecciones, tus anécdotas sobre el pasado, tu perspectiva diferente. El mundo ha cambiado, ciertamente. Pero la profunda necesidad de conexión, de raíces, de historias que den sentido al presente - esa sigue siendo exactamente la misma. Y tú, precisamente tú, puedes ofrecer esto. Las preguntas que no te dejan dormir Por la noche, cuando la casa está en silencio, las preguntas vuelven con más insistencia:
  1. ¿Qué quedará de mí en sus recuerdos?
  2. ¿Estoy construyendo algo duradero o soy solo un extra en sus vidas?
  3. ¿Llegará algún momento en que finalmente me sienta cómoda en este papel?
No hay respuestas sencillas. Pero quizás no sea necesario encontrarlas de inmediato. Tal vez lo importante es seguir haciéndote estas preguntas, seguir buscando, seguir intentando.
La verdad es que no hay una única manera correcta de ser abuela. Hay tantas formas como mujeres que llevan este nombre. Y tu manera, con todas sus inseguridades, sus errores, sus peculiaridades, es perfecta precisamente porque es única tuya.
Cuando el vacío se convierte en espacio para habitar Esta inadecuación que llevas como un vestido apretado no es un defecto de fábrica. Tampoco es una fase que debas superar rápidamente. Es más bien la prueba de que estás viva, aquí y ahora, en este mundo que cambia demasiado rápido para que cualquiera pueda seguirle el ritmo. Quizás el mayor error es creer que a tu edad deberías tener ya todas las respuestas. Mientras que la verdad es que cada nueva estación de la vida nos devuelve al abc, como niños que aprenden a caminar sobre un piso resbaladizo. Tus dudas no son manchas que ocultar. Son las vetas de la madera que muestran cuánta vida has atravesado. Incluso cuando esa madera vacila un poco bajo el peso de los años y las cosas no dichas. Si te reconoces en estas palabras, has de saber que no estás sola. Hay caminos para reencontrarte en el papel que la vida te ha dado, y puedes explorarlos todos sin prisa aquí, entre estas páginas que recogen historias similares a la tuya. A veces basta saber que alguien más escucha el mismo crujido de mecedora en la noche. Si quieres explorar cómo otras mujeres han enfrentado sentimientos similares, encontrarás ideas útiles en esta página dedicada a soluciones que podrían adaptarse a tu caso. Lo importante es que tu inadecuación no se convierta en una excusa para renunciar, sino en el comienzo de una nueva forma de verte a ti misma en este rol que dista mucho de ser simple. Puedes encontrar más sobre esto e approfondir en soluzioni.
Francesco Nano

Francesco Nano

Curioso, ricercatore dell'Essere, esperto nell'aiutare anime belle a ritrovare la missione della propria vita, riconfigurare gli equilibri famigliari interni mediante ricomposizioni sistemiche individuali, effettuare sblocchi emozionali dentro per rislvere problemi della propria vita fuori mediante viaggi immaginali per la creazione della realtà, costellatore, appassionato di energie sottili e dispositivi di autoguarigione. Divulgatore olistico e riferimento del sito FrancescoNano.com